Dietro i tuoi occhi
Dietro i tuoi occhi
nascondi la sofferenza
dietro i tuoi occhi
nascondi un’infanzia
che forse non vuoi ricordare.
Dietro i tuoi occhi
nascondi la rabbia
che non vuoi che si veda.
Dietro i tuoi occhi
nascondi un sorriso,
che è coperto da un’ombra infinita.
Poesia tratta dal progetto “oltre l’ABC” della scuola Gandhi di Roma
Tags: occhi |
Gnomo che dormi sogna quel posto
fammi trovare il tesoro nascosto!
Sogna che è ricco sogna che è molto
fammi trovare il tesoro sepolto.
Chiave di ferro, cassa di legno
sognati un sogno, segnami un segno
segno per terra per dire dov’è
tutto il tesoro per me.
(Recitata da Fortuna scuola elementare “Don Bosco”Cardito NA) )

Filastrocca degli gnomi:
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Tags: filastrocca |
La gattina di mia sorella
bianca e nera molto bella
resta in casa tutto il giorno
e mi salta sempre attorno.
Se mi scoccia ancora un pò
io la sgrido oppure no?
(Recitata da Carmela II C scuola elementare “Don Bosco”Cardito NA)
Tags: filastrocca |
Il primo giorno che li ho usati
ho veduto il mondo e il cielo
lustri, nitidi e lavati
come se cadesse un velo.
Son laghetti rispecchianti,
son oblò lucenti e tondi
son finestre scintillanti
per vedere meglio i mondi.
Cosa vorrà dire occhiali?
Forse…..occhi con le ali?
(Recitata da Catia II C scuola elementare “Don Bosco”Cardito NA)

Filastrocca con gli occhiali:
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Tags: filastrocca |
Andò un leone da una parrucchiera
per farsi pettinare la criniera.
Lei disse: “Se ne vada per favore,
son una parrucchiera per signore!”
“Ma la leonessa non ha criniera”
spiegò il leone a quella parrucchiera.
Quella, che non aveva sale in zucca,
disse: “Le metteremo la parrucca!”
Venne la leonessa Pocopelo
e quella parrucchiera, con gran zelo,
le sistemò sul capo un grande ciuffo.
“Mai visto un animale così buffo!”
strillò Pocopelo, e tutta intera
per rabbia, si mangiò la parrucchiera.
(Recitata da Catia II C scuola elementare “Don Bosco”Cardito NA)
Tags: filastrocca |
Parole
Le parole possono far male,
le parole possono essere sussurrate,
possono far sognare,
le parole partono dal cuore
mille parole dette senza senso..
.. sogni non espressi
Scritta e recitata da Emanuele della scuola Gandhi di Roma

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Strano, vagare nella nebbia!
E’ solo ogni cespuglio ed ogni pietra,
né gli alberi si scorgono tra loro,
ognuno è solo.
Pieno di amici mi appariva il mondo
quando era la mia vita ancora chiara;
adesso che la nebbia cala
non ne vedo più alcuno.
Saggio non è nessuno
che non conosca il buio
che lieve ed implacabile
lo separa da tutti.
Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessun essere conosce l’altro
ognuno è solo.
(Recitata da Nicoletta)
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Su nel cielo della Scuola impavido vola.
Sulle ali del Sapere esercita il mestiere,
sulle ali del Dovere sventola il piacere,
sull’ara dell’Amore sacrifica il cuore;
sull’ara del Lavoro sfrigola con calore.
Ogni mattina a letto escogita un progetto.
Tutti i giorni, inclemente, interroga il discente;
quando finisce l’ora, ti chiacchiera ancora;
le sue mani molto spesso agitano il gesso;
alla sera, intristito, spazzola il vestito.
Ad ogni riunione scalpita con passione.
A parlar sempre pronto snocciola il racconto,
e come l’altro ieri ti elabora i pensieri,
e come il mese scorso articola il discorso,
e come proprio adesso scivola sul sesso.
Di tutti i genitori stempera i furori,
di tutti i genitori solletica i favori.
Ad ogni bella mamma esplica il suo programma,
ad ogni babbo duro mescola il bromuro,
per tutti i loro figli biascica consigli
Degli alunni dementi illumina le menti.
Solo con un sorriso stimola il loro viso,
ad un solo suo sguardo corrono al traguardo;
se per caso Caio sbaglia, frenetico raglia,
e se poi Tizio ride? Subito lo irride.
Felice il discente cui stimola la mente!
Ma se l’impegno è alterno, gli augura l’inferno,
se non sta sempre attento, ulula come il vento.
Con il potere arcano emula lo sciamano;
demiurgo, con la mano ti educa l’insano.
Del Consiglio di Classe coordina l’asse,
al Consiglio d’Istituto è sempre seduto,
sornione s’intrufola in ogni commissione.
Vuol fare il preposto: s’agita per l’arrosto,
viste poi le lasagne, piagnucola lagne.
Quando a sera va a letto, immagina il balletto
delle idee lampeggianti, vivide e intriganti
sul da farsi il dì appresso rapido col gesso.
Infine chiude gli occhi ai magici rintocchi
del sacro bando, la didattica sognando.
(Recitata da Nicoletta Farmeschi)
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Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.
E’ frusco il Lonfo! E’ pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto
t’ alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.
(Recitata da Roberto Didoni)
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Ciccio Bombo poliziotto,
fa la cacca sul salotto,
sua moglie si arrabbiò,
Ciccio Bombo lo lavò.
(Scritta e recitata da Christian, seconda elementare di Pineta di Laives, Bolzano)

Ciccio Bombo poliziotto (Christian):
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Tags: bolzano, conte and filastrocca |