Molte volte ho studiato
La lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realta’ non e’ questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perche’ l’amore mi si offri’ e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore busso’ alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamo’, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita puo’ condurre a follia
ma una vita senza senso e’ la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio -
e’ una barca che anela al mare eppure lo teme”
(Recita Claudia Cristoforetti)

George Gray (Edgar Lee Masters):
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Tags: mare and sogno |
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Racconti da Luisanna Fiorini il
18/04/2007
Ah si
Il Maestro di zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita.
Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari.
Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta.
La cosa mandò i genitori su tutte le furie. La ragazza non voleva confessare chi fosse l’uomo,
ma quando non ne poté più di tutte quelle insistenze, finì col dire che era stato Hakuin.
I genitori furibondi andarono dal maestro. “Ah sì?” disse lui, come tutta risposta.
Quando il bambino nacque lo portarono da Hakuin.
Ormai lui aveva perso la reputazione, cosa che lo lasciava indifferente, ma si occupò del bambino con grande sollecitudine. Si procurava dai vicini il latte e tutto quello che occorreva al piccolo.
Dopo un anno, la ragazza madre non resistette più. Disse ai genitori la verità: il vero padre del bambino era un giovanotto che lavorava al mercato del pesce.
La madre e il padre della ragazza andarono subito da Hakuin a chiedergli perdono, e fargli tutte le loro scuse e a riprendersi il bambino.
Hakuin non fece obiezioni.
Nel cedere il bambino, tutto quello che disse fu: “Ah sì?”.
(Recitata da Antonio Leone)

Ah si (da 1001 storie Zen di Muju, il non-dimorante):
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Racconti da Luisanna Fiorini il
18/04/2007
Una tazza di tè
Nan-in, un Maestro Giapponese dell’èra Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un professore universitario
che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen.
Nan-in servì il tè. Colmò la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare.
Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi. “E’ ricolma. Non ce n’entra più!”.
“Come questa tazza,” disse Nan-in “tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture.
Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?”.
(Recitata da Antonio Leone)

Una tazza di tè (da 1001 storie Zen di Muju, il non-dimorante):
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Oh, Primavera,
tu che arrivi con mille fiori,
oggi porti farfalle.
Farfalle bianche,
candide e gioiose,
che rendono lattea e nivea ogni cosa.
Il tuo felice fresco
oggi è un triste freddo
che distende i suoi veli sulle città.
I tuoi intensi profumi
di fiori dipinti da te, oh Primavera,
sono assopiti in un diaccio torpore.
Oh, Primavera,
or che tu sei cambiata,
cosa farai di noi?
(scritta da Roberto Masocco V B C.D. Karol Woityla di Palestrina-RM)
Tags: fiori, primavera and profumi |
Addio mia cara scuola,
tra pochi mesi non ci vedremò più.
Per molti anni mi hai accolto
ma tra poco non potrai più farlo.
Per me sei stata come una mamma,
mi hai coccolata, aiutata e amata.
Mi mancherai tanto.
Tu eri bellissima ed accogliente,
anche se un po’ vecchia.
Anche se ti demoliranno
non ti dimenticherò mai,
perchè la prima scuola
non si dimentica mai.
In questi ultimi mesi però,
ti aiuterò io,
ti farò passare i giorni
più belli della tua vita.
Non ti dimenticherò.
Perchè fra i miei ricordi più belli,
ci sarai sempre tu.
(Scritta e interpretata da Michela Mich della scuola elementare di Bronzolo, Bolzano)

Scuola addio (Michela Mich):
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Tags: bolzano |
La mia cara scuoletta
è un grande libro della conoscenza,
ogni giorno si sfoglia una pagina per materia.
Il prossimo anno
se ne aprirà uno nuovo,
questo è ormai troppo vecchio per resistere ancora troppo a lungo.
Cara scuoletta,
ti consolerò ancora un poco con il mio entusiasmo,
e la gioia di venire ogni giorno a trovarti
Sarai sempre nel mio cuore.
(Scritta e recitata da Debora Lamcja della scuola elementare di Bronzolo, Bolzano)

Un vecchio libro (Debora Lamcja):
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Tags: bolzano |
Ambarabà Lillì Lillà,
tre contadini di qua e di là,
che viaggiavano in pineta
con le mogli e la moneta.
La moneta non basterà
Ambarabà Lillì Lillà.
(Scritta e recitata da Emanuele e Vanessa, classe seconda scuola primaria Collodi di Pineta di Laives, Bolzano)

Ambarabà Lillì Lillà (Vanessa e Emanuele):
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Tags: bolzano, conte and filastrocca |
Ciccia Bomba farmacista,
fa la cacca sulla pista,
ciccia bomba scivolò
e la gamba si spaccò.
(Scritta e recitata da Sara, classe seconda scuola primaria Collodi di Pineta di Laives, Bolzano)

Ciccia Bomba farmacista (Sara):
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Tags: bolzano, conte and filastrocca |
Coglierò per te l’ultima rosa del giardino
La rosa bianca
Quella che fiorisce nelle prime nebbie
Le avide api l’hanno visitata fino a ieri
Ma è ancora così dolce che fa tremare.
E’ un’ immagine di te a trent’anni
Così come sarai allora
(Recitata da Mariarenata Zanchin)

La rosa bianca (Attilio Bertolucci):
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Tags: fiori |
La stanza la stizza l’ astuzia
di quando vivevi a Venezia
ed eri zanzara… la pazza
zanzara che all’ alba è un’ inezia.
(Recitata da Giulio Cappa)

La stanza la stizza l'astuzia (Toti Scialoja):
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Tags: Scialoja |