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Ama (Madre Teresa di Calcutta) ( 0 Commenti, scrivi tu)

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Ama finché non ti fa male,
e se ti fa male,
proprio per questo sarà meglio.
Perché lamentarsi?
Se accetti la sofferenza
e la offri a dio, ti darà gioia.
La sofferenza
è un grande dono di dio:
chi l’accoglie,
chi ama con tutto il cuore,
chi offre se stesso
ne conosce il valore.

(Recitata da Manuel Tambornini)

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Desiderio (Garcia Lorca) ( 0 Commenti, scrivi tu)

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Solo il tuo cuore ardente
e niente più.
Il mio paradiso un campo
senza usignolo né lire,
con un fiume discreto
e una fontanella.
Senza lo sprone del vento
sopra le fronde
né la stella che vuole
essere foglia.
Una grandissima luce
che fosse lucciola
di un’altra,
in un campo di
sguardi viziosi.
Un riposo chiaro
e lì i nostri baci,
nei sonori dell’eco,
si aprirebbero molto lontano.
Il tuo cuore ardente,
niente più.

(Recitata da Leonardo Sganga)

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Il passato (Emily Dickinson) ( 0 Commenti, scrivi tu)

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È una curiosa creatura
Il passato
Ed a guardarlo in viso
Si può approdare all’estasi
O alla disperazione
Se qualc’uno l’incontra
Disarmato
Presto gli grido
Fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
possono ancora uccidere

(Recitata da Sara Abramo)

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Il sabato del villaggio (Giacomo Leopardi) ( 0 Commenti, scrivi tu)

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La donzelletta vien dalla campagna
in sul calar del sole,
col suo fascio dell’erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole, ornare ella si appresta
dimani, al dí di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dí della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch’ebbe compagni nell’età piú bella.
Già tutta l’aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l’ombre
giú da’ colli e da’ tetti,
al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
su la piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore;
e intanto riede alla sua parca mensa,
fischiando, il zappatore,
e seco pensa al dí del suo riposo.

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l’altro tace,
odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol, che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s’affretta, e s’adopra
di fornir l’opra anzi al chiarir dell’alba.

Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l’ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d’allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo’; ma la tua festa
ch’anco tardi a venir non ti sia grave.

(Recitata da Federico Rossi)

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FILASTRADA ( 0 Commenti, scrivi tu)

Filastrada lunga
e rada
non t’importa
che io vada
e neppure che
mi accada
di smarrirmi
per la strada
se la nebbia
non dirada.
Filastrada lunga
e rada
tu vuoi solo
che io vada.

(Recitata da Francesco della 3^A - II Circolo Cardito)

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Da una poesia di SANDRA DEMA ( 0 Commenti, scrivi tu)

Come bolle di sapone
si muovono nell’aria senza nome
leggeri e trasparenti
silenziosi e lievi
salgono al cielo liberi di andare
nessuna nuvola li può fermare
danzano e vagano
alla ricerca dei pensieri
che li faccian trasformare
… non più sogni nè desideri.

(Recitata da Vincenzo e Giulia della classe 3^A - II Circolo Cardito)

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Da una poesia di SANDRA DEMA ( 0 Commenti, scrivi tu)

Ho chiuso gli occhi
e ho guardato lontano
ho visto le sue acque lambire le coste
una carezza dolce e calda sulle spiagge
uno schiaffo amaro e freddo sulle rocce.
Ho teso le orecchie e ne ho udito il rumore
le sue onde mi hanno cullata
con il ritmo di una musica incalzante
con l’eco di suoni lontani.
Ho aperto gli occhi
e li ho visti giocare,
le loro voci ho ascoltato,
sull’altra sponda li ho visti danzare
e i loro gesti ho imparato.

(Recitata da Domenico, Giosuè, Orlando della classe 3^A - II Circolo Cardito)

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Da una poesia di Norman H. Russel, indiano Cherokee ( 0 Commenti, scrivi tu)

Come l’albero non finisce
con le punte delle sue radici
o dei suoi rami
e l’uccello non finisce
con le sue piume e col suo volo,
e la terra non finisce
con i suoi monti più alti
così anch’io non finisco
con le mie braccia,
i miei piedi,
la mia pelle,
ma mi espando di continuo
con la mia voce e il mio pensiero
oltre ogni spazio e ogni tempo,
perchè la mia anima è il mondo.

(Recitata da Francesco, Eduardo, Salvatore, Riccardo della classe 3^A - II Circolo Cardito)

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Paesaggi sonori: ruscello ( 0 Commenti, scrivi tu)

Sonorizzazione della poesia di N. Hikmet

Tema del paesaggio sonoro: ruscello

(Sonorizzazione a cura di Camilla Ferrante e Federica Pilli)

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Paesaggi sonori: uccelli ( 0 Commenti, scrivi tu)

Sonorizzazione della poesia di N. Hikmet

Tema del paesaggio sonoro: uccelli

(Sonorizzazione a cura di Camilla Ferrante e Federica Pilli)

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