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NON MI ARRENDO (nel silenzio… sono viva) (2 Commenti)

Sono sola in mezzo al mare
aggrappata ad un relitto
guardo intorno le rovine
di quel ch’era la mia vita.

Tutt’intorno è una distesa
sempre uguale, uniforme,
c’è il silenzio innaturale
che segue alla tempesta.

Sono sola e tanto stanca
non ho voglia di salvarmi
non ho forza di nuotare
e approdare in un deserto.

Sono esausta e le mie mani,
stanche, lasciano la presa
sto affondando e chiudo gli occhi
e afferro gli ultimi pensieri.

Dio, che faccio? La dò vinta?
E mi arrendo a questa vita?
Io son forte, io sono viva
e voglio raggiungere la riva.

E raccolgo la mia forza
e richiamo in me la vita
dormirò, riposerò e una
volta ancora ricomincerò.

(Poesia scritta e recitata da Angela)

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Vagando ( 0 Commenti, scrivi tu)

Ho vagato e poi vagato
e dovunque sì ho cercato

camminando camminando
ho percorso tutto il mondo

e a chiunque domandavo
la risposta non avevo.

Sono qui, che vago ancora
ed è giunta la mia ora

e non ho ancora ben capito
il perchè della mia vita.

(Poesia scritta e recitata da Angela)

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Il vento d’Inverno ( 0 Commenti, scrivi tu)

I corpi sparsi
come tante marionette,
e sangue intorno
che sembra il mare al tramonto.
Occhi aperti a guardare il cielo
che qui, nel deserto, sembra più vicino.
Labbra contratte
per la rabbia e il dolore.
Mani serrate
nello sforzo di vivere.

Quante foglie cadute
nel vento d’Inverno.
Quanti rami nudi
all’alba di domani.

agosto 2006

(Poesia scritta e recitata da Angela)

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La tigre e la fragola (da 1001 storie Zen di Muju, il non-dimorante) ( 0 Commenti, scrivi tu)

Un uomo che camminava per un campo si imbatté in una tigre. Si mise a correre, tallonato dalla tigre. Giunto a un precipizio, si afferò alla radice di una vite selvatica e si lasciò penzolare oltre l’orlo. La tigre lo fiutava dall’alto. Tremando, l’uomo guardò giù, dove, in fondo all’abisso, un’altra tigre lo aspettava per divorarlo. Soltanto la vite lo reggeva. Due topini, uno bianco e uno nero, cominciarono a rosicchiare pian piano la vite. L’uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Afferrandosi alla vite con una mano sola, con l’altra spiccò la fragola. Com’era dolce!

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Morire come le allodole assetate (Gibram Khalil Gibram) ( 0 Commenti, scrivi tu)

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Morire come le allodole assetate
Sul miraggio
O come la quaglia
Passato il mare
Nei primi cespugli
Perché di volare
Non ha più voglia
Ma non vivere di lamento
Come un cardellino accecato

(Recitata da Vincenzo Santoro)

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Inosservati s’allungano i monti (Emily Dickinson) ( 0 Commenti, scrivi tu)

inosservati-monti.jpg

Inosservati s’allungano i monti -
le sagome di porpora levate
senza sforzo o stanchezza -
senza aiuto né plauso -

sui loro volti eterni -
nell’oro che dilegua -
in perfetta letizia il sole indugia
cercando compagnia per la sua notte.

(Recitata da Sara Abramo)

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Sonetto18 (William Shakespeare) ( 0 Commenti, scrivi tu)

sonetto18.jpg

Dovrei paragonarti ad un giorno d’estate?
Tu sei ben più raggiante e mite:
venti furiosi scuotono le tenere gemme di maggio
e il corso dell’estate ha vita troppo breve:
Talvolta troppo cocente splende l’occhio del cielo
e spesso il suo volto d’oro si rabbuia
e ogni bello talvolta da beltà si stacca,
spoglio dal caso o dal mutevol corso di natura.
Ma la tua eterna estate non dovrà sfiorire
né perdere possesso del bello che tu hai;
né morte vantarsi che vaghi nella sua ombra,
Perché al tempo contrasterai la tua eternità:
finché ci sarà un respiro od occhi per vedere
questi versi avranno luce e ti daranno vita.

(Recitatato da Stefano Dallera)

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Canto 809 (Emily Dickinson) ( 0 Commenti, scrivi tu)

canto809.jpg

Chi ha amato non conosce morte
Perché l’amore è immortalità,
o meglio, è sostanza divina
chi ama non conosce morte
perché l’amore fa rinascere la vita nella divinità

(Recitata da Chiara Sparpaglioni)

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La musica vera (M. Lodi) ( 0 Commenti, scrivi tu)

Un tempo lontano
quando non c’erano ancora
le orchestre con gli strumenti
i violini erano i venti
e i cavalli che galoppavano
nella prateria
i tamburi della batteria.
E c’era in quella musica naturale
la grancassa del temporale,
il lamento della bestia ferita
e il canto del fringuello
insieme all’acqua del ruscello
che fuggiva via.
C’era pure il sassofono stonato
della vacca in mezzo al prato
e il trillo
del grillo
e il canto lontano del mare
e l’urlo di vittoria
dell’uomo
che iniziava la sua storia.

Interpretata da Gerta, Chiara, Rebecca (IB SMS di Vignanello, VT)

Da: M. Lodi, Il soldatino del Pim Pum Pà, Torino, Einaudi, 1974

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L’ Amicizia (Anonimo cinese) ( 0 Commenti, scrivi tu)

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Non camminare davanti a me,
potrei non seguirti;
non camminare dietro di me,
non saprei dove condurti;
cammina al mio fianco
e saremo sempre amici.

(Recitata da Sara Abramo)

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