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SOFFIA NEL VENTO di B. Dylan ( 0 Commenti, scrivi tu)

Quante strade deve percorrere un uomo
prima che tu possa davvero chiamarlo uomo?
E quanti mari deve solcare una bianca colomba
prima di poter dormire sulla sabbia?
E quante volte devono volare palle di cannone
prima che siano bandite per sempre?
La risposta, amico mio, soffia nel vento
la risposta soffia nel vento.

Quante volte un uomo deve guardare in alto
prima di poter vedere il cielo?
E quante orecchie deve avere un uomo
prima di poter sentire la gente che piange?
E quanti morti ci saranno
prima di capire
che troppi sono morti?
La risposta, amico mio, soffia nel vento
la risposta soffia nel vento.

Per quanti anni può esistere una montagna
prima di sciogliersi nel mare?
E per quanti anni può esistere la gente
prima di essere libera?
E per quante volte un uomo
può girare la testa dall’altra parte
facendo finta di non vedere?
La risposta, amico mio, soffia nel vento
la risposta soffia nel vento.

(Letta da Angela)

Pianto della Terra per i suoi figli

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Scarpette rosse di Y. Lussu ( 0 Commenti, scrivi tu)

C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna
si vede ancora la marca di fabbrica
-Schulze Monaco-;
c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald,
un paio di scarpette rosse per la domenica.
Erano di un bambino di tre anni,
forse di tre anni e mezzo;
chissà di che colore erano i suoi occhi…
Ma il suo pianto
lo possiamo immaginare;
si sa come piangono i bambini;
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare:
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità.
C’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald:
quasi nuove,
perchè i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.

(Letta da Angela)


eternità

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ALBERO di Angela Eddario ( 0 Commenti, scrivi tu)

Maestoso forte
le braccia
levate
regali
il respiro
un rifugio.

La tua ombra
accoglie
i tuoi fiori
colorano
i tuoi frutti
nutrono…

Quanto poco ti amiamo.

(Letta da Angela)

Albero visto dal basso: che bella prospettiva! Londra 2006

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SE QUESTO E’ UN UOMO di P. Levi ( 0 Commenti, scrivi tu)

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole,
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

(Letta da Angela)

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Da “PLANTING A RAINBOW” di Lois Ehlert ( 0 Commenti, scrivi tu)

Ogni anno la mamma e io piantiamo in giardino… l’arcobaleno.
In autunno compriamo i bulbi e li mettiamo nella terra e poi aspettiamo
per tutto l’inverno che arrivi la primavera.
Il sole riscalda la terra e fa germogliare i bulbi. Allora mettiamo nella terra
i semi di altre piantine. Poi guardiamo il nostro arcobaleno crescere, crescere e crescere.
Abbiamo fiori rossi e fiori arancione, alcuni gialli, blu e viola.
Intorno c’è molto verde.

(Letta da Angela)

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LA RANA CRA-CRA da “Una storia ancora… e poi buona notte” ( 0 Commenti, scrivi tu)

Cra-Cra era una rana che non sapeva nuotare. Aveva tentato di tutto:
la ciambella, i braccioli, la tavoletta ma aveva una tale paura dell’acqua
che andava a fondo comunque.
Trascorreva le sue giornate a guardare gli altri ranocchi far tuffi e capriole.
Un giorno, vide qualcosa luccicare sul fondo dello stagno, dimenticò ogni
paura e dopo un bel tuffo tornò a riva con un anello dorato.
Era molto soddisfatta, dopotutto per una rana imparare a nuotare è una
cosa normale… ma una rana con un anello non si era mai vista.

(Letta da Angela)

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L’ORA PIU’ CALDA di Angela Eddario ( 0 Commenti, scrivi tu)

Il biancore dell’azzurro
illumina l’anima

immobilità assoluta

silenzio di voci
sospeso
nell’aria calda

il vento timido
accarezza le foglie

cullano le cicale

… le palpebre sempre
più pesanti…

… un sorriso
sulle labbra…

(Letta da Angela)

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PENSIERO di L. da Vinci ( 0 Commenti, scrivi tu)

L’acqua del fiume che va
è la prima di quella che andò
e l’ultima di quella che venne.

(Letta da Angela)

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Meriggiare pallido e assorto (Eugenio Montale) ( 0 Commenti, scrivi tu)

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

(Recitata da ?)

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Portami il girasole (Eugenio Montale) ( 0 Commenti, scrivi tu)

Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

(Recitata da ?)

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