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Io sono il re (filastrocca) ( 0 Commenti, scrivi tu)

Io sono il re
che voi da me?
Mi fai spaventare a furia di urlare.
Io sono il re che vuoi da me?
Di te non mi importa
guardavo la porta!

(Letta da Davide, scuola elementare Gandhi Laives-Bolzano)

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La fameia de i gobon (filastrocca popolare veneta) ( 0 Commenti, scrivi tu)

Gobo so pare, goba so mare,
goba la figlia de la sorela,
l’era goba pure quela,
l’era goba pure quela.
Gobo so pare, goba so mare,
goba la figlia de la sorela,
l’era goba pure quela,
l’era goba pure quela la fameia dei gobon.

(recitata da Alessia della scuola elementare Gandhi di Laives, Bolzano)

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SI RICOMINCIA di Angela Eddario ( 0 Commenti, scrivi tu)

Tutti pronti? Tutti in fila?
E allora: pronti, via!

Ricomincia un nuovo anno,
un nuovo viaggio della mente;
siamo qui per riaprire
il nostro cuore e ripartire.

Siam più alti, siam cresciuti,
più vivaci? e più curiosi?

Certo, è bello ritrovarci,
ricordare e raccontarci:
quante belle novità
che scopriamo proprio qua.

Ed allora, sorridiamo
e con gioia noi impariamo.

BUON ANNO A TUTTI, GRANDI e PICCINI

Recitata da eddangela della classe 4^ A (anch’io sono stata promossa !?!) del II Circolo Don Bosco di Cardito (NA)

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STORIA DI UNA RANA di Terzoli e Vaime ( 0 Commenti, scrivi tu)

Evelyne era una bellissima rana, ammirata da tutti gli abitanti dello stagno.
Un brutto giorno, però, un principe passò di lì sul suo cavallo bianco e in un battibaleno decise di darle un bacio: Evelyne divenne subito una principessa, ma così brutta che persino il principe, dallo spavento, svenne.
- Povera me! - pensò Evelyne disperata - Come farò a liberarmi da questo stupido incantesimo? Gli umani sono così sciocchi! Come possono pensare che tutti gli esseri viventi desiderino diventare come loro?-.

(Letta da Angela)

rana e ranocchi in 3d

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IN UN LIBRO C’E'… di J. P. Sartre ( 0 Commenti, scrivi tu)

Ho cominciato la mia vita come senza dubbio la terminerò: tra i libri.
Nell’ufficio del nonno ce n’erano dappertutto ed era vietato spolverarli, tranne una volta all’anno, prima della riapertura delle scuole. Non sapevo ancora leggere e non sapevo bene cosa farne. Assistevo ogni giorno a un
cerimoniale di cui mi sfuggiva il significato: mio nonno -goffo, di solito- maneggiava quegli oggetti con grande destrezza. Quando il nonno -io ero molto piccolo- mi regalò i primi libri di fiabe, ne posai uno sulle ginocchia di mia madre. Lei alzò gli occhi dal suo lavoro: - Che vuoi che ti legga, caro? Le Fate? - Incredulo, domandai:- Le Fate, ma son là dentro?- E quando
cominciava a leggere rimanevo stupito, quasi non riconoscevo il suo modo di parlare. Chi è che raccontava? Che cosa, e a chi?
Appena un attimo dopo avevo capito: era il libro a parlare.

(Letta da Angela)

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INSIEME E’ MEGLIO di F. R. De Lamennais ( 0 Commenti, scrivi tu)

Un uomo arrivò in un luogo dove una grande roccia aveva ingombrato tutto il sentiero e non v’era altro passaggio nè a sinistra nè a destra. L’uomo cercò i aggirare l’ostacolo, s’affaticò molto, ma tutti i suoi sforzi furono inutili. Sedette allora pieno di tristezza e disse:- Che sarà di me, quando la notte mi sorprenderà solo, senza riparo, nell’ora in cui le bestie feroci escono in cerca di preda?- Mentre era assorto in questo pensiero, giunse un altro viaggiatore che tentò di rimuovere la roccia senza riuscirci.
Dopo di lui, ne vennero molti altri, ma nessuno potè smuovere la roccia e tutti avevano una grande paura. Infine uno di loro disse agli altri:- Fratelli miei, ciò che ciascuno di noi non è riuscito a fare da solo, chi sa se non potremo farlo tutti insieme?- Allora si alzarono e, insieme, spinsero la roccia, che finalmente cedette.
Il viaggiatore è l’uomo, il viaggio è la vita, la roccia sono le difficoltà che egli incontra a ogni passo lungo il proprio cammino. Nessun uomo sarebbe capace di sollevare da solo quella roccia; ma quella roccia non fermerà mai coloro che viaggiano insieme.

(Letta da Angela)

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IL GATTO SGATTAIOLA di P. Carpi ( 0 Commenti, scrivi tu)

I topi ballano e fanno acrobazie,
dicono, se il gatto sgattaiola
allora il topo stopoiola
e il cane scanaiola.
Ma il micio smiciola
e il riccio sricciola,
il tapiro stapirola
e il fachiro sfachirola,
il torrone storronola
e il micione smicionola…

(Letta da Angela)

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PERCHE’ UNO PARLA DA SOLO di R. Armattoe ( 0 Commenti, scrivi tu)

Ho incontrato una vecchietta
che parlava da sola
per una strada solitaria.
Parlava tra sè,
e rideva tutto il tempo,
parlava tra sè
per una strada di campagna.
Che ne sai tu, ragazzo,
perchè uno parla da solo!
Se lunga è la strada
e non passa mai nessuno,
uno parla tra sè.
Così una vecchietta
per una strada di campagna
che rideva tutto il tempo
biascicando tra sè e sè…
per cacciar via le lacrime.

(Letta da Angela)

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A MIO PADRE di C. Sbarbaro ( 0 Commenti, scrivi tu)

Padre, se anche tu non fossi mio
padre, se anche fossi un uomo estraneo,
per te stesso egualmente t’amerei.
Chè mi ricordo d’un mattino d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.
E di quell’altra volta mi ricordo
che la sorella mia piccola ancora
per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia aveva fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura ti mancava il cuore;
chè avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia, e tutta spaventata
tu vacillante l’attiravi al petto,
e con carezze dentro le tue braccia
l’avviluppavi come a difenderla
da quel cattivo ch’eri il tu di prima.
Padre, se anche fossi un uomo estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fancuillo t’amerei.

(Letta da Angela)

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SIMONE IL CIRENEO Di C. Cullen ( 0 Commenti, scrivi tu)

Con me non aveva mai parlato
e tuttavia mi chiamò per nome;
non mi aveva fatto cenno
e tuttavia sapevo e son venuto.
Subito dissi: - Non porterò
la sua croce su le spalle…
Egli cerca soltanto di appiopparmela
perchè la mia pelle è nera -.
Ma andava a morire per un sogno,
ed era tanto mite;
nei suoi occhi brillava la luce
che gli uomini vengono a cercare da lontano.
Fu lui a comprar la mia pietà;
feci per Cristo soltanto
ciò che non avrebbe ottenuto da me Roma intera
con i lividi della frusta e della pietra.

(Letta da Angela)

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