Invenzione e recitazione dei bambini di cl.3^, scuola Primaria L.Santucci
L’allegro conversare della sera
è un paziente cercarsi che poco aiuta
del vivere i bagliori e la sua mera,
anzi odore di polvere ne fiuta.
Eppure, mentre spengesi la luce,
annuncia un’altra luce la presenza
che, inedita e discreta, in Voi traduce
i moti luminosi di coscienza.
Se poi l’ombra dell’ombra mi seduce
dopo ogni appuntamento con l’amore,
allora appare tutto in piena luce
dal Vostro corpo reso anima ancora.
E allegra chiedete, pur nel peccato,
se forse un Dio abbiate o un uomo Voi amato.
vedi anche: http://www.vicoacitillo.net/almat/dangelo.htm
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che tovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetelele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Recitata da Fabian
Non voglio più morire
Prima di dormire
E poi resuscitare
La mattina dopo,
iniziare un percorso
di vita e di morte,
per morire ancora
un`altra notte.
Voglio vivere sempre
Controllando il tempo
Che mi scorre addosso,
eliminando le pause
come nei film
dove non si vede mai
il protagonista che dorme
o che sta al cesso
che si legge il giornale
o che si fa la doccia.
Voglio essere l`attore,
di un film banale
col finale scontato,
che si sposa una donna,
che vince la gara,
che salva la patria,
che uccide i cattivi,
che non muore mai,
perchè a un certo punto
c`è la scritta fine…
…e la gente sorride
Recitata da Annett e Anja
Non fu l’Amore, no. Furono I sensi
curiosi di noi, nati pel culto
del sogno…E l’atto rapido, inconsulto
ci parve fonte di misteri immensi.
Ma poi che nel tuo bacio ultimo spensi
l’ultimo bacio e l’ultimo sussulto,
non udii che quell’arido singulto
di te, perduta nei capelli densi.
E fu vano accostare i nostri cuori
già riarsi dal sogno e dal pensiero;
Amor non lega troppo eguali tempe.
Scenda l’oblio; immuni da languori
si prosegua più forti pel sentiero,
buoni compagni ed all eati: sempre.
Recitata da Milagro
Abbracciami estate.
Con lunghe serate
umide,
dolci,
di stelle incantate.
Ho sete di vita.
Ricordo al mio cuore i bianchi fiori,
appesi
affacciati
al pergolato dei nonni,
che filtrava sole,
tra foglie già secche,
che filtrava luna,
tra canti di grilli.
Profuma la sera di menta,
oleandro,
e mele caramellate.
Abbracciami estate.
E sento le grida,
gioiose,
di bimbi giocosi e felici,
che strade crescevano forti,
in campane disegnate
lanciavano sassi.
Abbracciami estate,
ho sete di vita.
Recitata da Eszter e da Svenja
Così fermi un istante!
Sorridete!
E al lampo del magnesio
furono tutti insieme nella lastra.
Il velo nero spariva nelle mani
dischiuse per un volo di colombe
dentro il giardino inglese.
Singole note raccolte in assonanza
avanzano tenendosi per mano,
pallidi nell’esame
dell’essere guardati.
Poi quando la luce della sera
ridipinge di seppia lo scenario
si rifugiano ancora nell’istante
uniti nel gazebo
difesi dal sipario del sorriso.
Con il viso affondato nella madre
a piangere è soltanto la bambina
per quella timidezza
per cui ha vergogna di piangere.
Recitata da Linda F.
i tuoi occhi
e vedermi riflesso,
sapendo che tu stessa
ti specchi nei miei.
Recitata da Mareike e Nadine
vedi: http://www.poesie-italiane.de/gedicht.php?id=24&kat=1
Silenzio! Quale luce irrompe da quella finestra lassù?
È l’oriente, e Giulietta è il sole.
Sorgi, vivido sole, e uccidi l’invidiosa luna,
malata già e pallida di pena
perché tu, sua ancella, di tanto la superi in bellezza.
Non essere la sua ancella, poiché la luna è invidiosa.
Il suo manto di vestale è già di un verde smorto,
e soltanto i pazzi lo indosano. Gettalo via.
È la mia donna; oh, è il mio amore!
se soltanto sapesse di esserlo.
Parla, pure non dice nulla. Come accade?
Parlano i suoi occhi; le risponderò.
No, sono troppo audace; non parla a me;
ma due stelle tra le più lucenti del cielo,
dovendo assentarsi, implorano i suoi occhi
di scintillare nelle loro sfere fino a che non ritornino.
E se davvero i suoi occhi fossero in cielo, e le stelle nel suo viso?
Lo splendore del suo volto svilirebbe allora le stelle
come fa di una torcia la luce del giorno; i suoi occhi in cielo
fluirebbero per l’aereo spazio così luminosi
che gli uccelli canterebbero, credendo finita la notte.
Guarda come posa la guancia sulla mano!
Oh, fossi un guanto su quella mano
e potessi sfiorarle la guancia!
Recitata da Nina e Melanie
Di notte
nella foresta ambra
fra gli alberi fitti,
i lupi ululano.
La luna illumina
il prato oscurato,
le case con i vetri accesi,
le stelle cadenti:
tutto è tranquillo di notte
e tutti dormono contenti.
Inventata e recitata da Francesco
classe 3 A


