4^A, Cardito, siamo
ecco il rap che v’inventiamo
e i Fenici raccontiamo.
Navighiamo navighiamo
nuove terre esploriamo
e di pesca noi viviamo.
Noi non siamo agricoltori
ma grandi navigatori
noi il cedro proteggiamo
e le navi costruiamo.
La chiglia inventiamo
e le navi rinforziamo
abbiam la vela rettangolare
e il vento ci dice dove andare.
La stiva noi abbiamo
e le merci trasportiamo.
Pacifici noi siamo
e altri popoli salutiamo
città porto noi fondiamo
e la moneta usiamo.
L’alfabeto inventiamo
e con le lettere scriviamo.
Noi il murice peschiamo
e di porpora vestiamo.
Tante colonie noi fondiamo
e Cartagine preferiamo,
Moloch, El e Baal
son gli dei che più adoriam
e sacrifici loro offriam.
Sabbia e acqua mescoliamo
e il vetro otteniamo.
Noi i Fenici congediamo
e i Cretesi accogliamo…
yeh
(Rap fenicio elaborato dalla classe 4^ A - Don Bosco, Cardito, NA,
e recitato - per il bene del vostro udito - solo da Giulia)
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Tags: divertimento, poesia storica and rap |
Nella saliva
nella carta
nell’eclisse.
In tutte le linee
in tutti i colori
in tutti i boccali
nel mio petto
fuori, dentro
nel calamaio
nelle difficoltà a scrivere
nello stupore dei miei occhi
nelle ultime lune del sole
(il sole non ha lune) in tutto.
Dire “in tutto” è stupido e magnifico
Diego nelle mie urine
Diego nella mia bocca
nel mio cuore
nella mia follia
nel mio sogno
nella carta assorbente
nella punta della penna
nelle matite
nei paesaggi
nel cibo
nel metallo
nell’immaginazione
nelle malattie
nelle rotture
nei suoi pretesti
nei suoi occhi
nella sua bocca
nelle sue menzogne
Recita da Elora Tescari. Classe Prima G Albe Steiner Milano.
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Una chiesetta silenziosa,
da un altare scarno
una voce tremula
ricorda chi non c’è più
rito un po’ magico
dice che ancora
chissà
sarà
lassù
si guarda si spera
si dice una preghiera
lacrime asciutte
dopo tanti anni
memorie liete
di tempi felici
e par di sentire le voci
libertà di sole d’estate
calore di rifugi d’inverno
liete malinconie d’autunno
e profumi forti di primavera
pianti e risate
di ore smarrite
di giorni lontani
quasi le grandi mani
che stringono il corpo piccino
si scambia un segno di pace
si dice ancora una preghiera
e ancora si guarda
e si spera.
Tu
per me
non sei mai morto.
(Recitata dall’autore)
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Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
Perduto in mezzo a un polveroso prato.
Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
Recita da Manuel Milano. Classe Prima G Albe Steiner Milano.
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Alto alto, stretto stretto
perde sempre il suo berretto:
è il punto esclamativo!
Tondo e curvo, chiede chiede
e si regge su un sol piede:
è il punto interrogativo!
Senza mani e senza piedi
rotondetto, non lo vedi?
E’ il punto fermo
Piccolina, ricciolina
sembra quasi una codina
E’ la virgola.
Quatto amici senza voce
ma chi scrive, li conosce!

Quatto amici, ossia la punteggiatura:
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Tags: CasteldelPiano, filastrocca, Leggere and ortografia |
Ho un altro amico che è un gran portento:
calze tirate berretto al vento,
con una fame che non ha eguali
e’ lui: il folletto Mangiavocali .
Dopo mangiato, contento e sazio
mette il berretto dentro lo spazio
della vocale che non c’è più
e fa un bel sonno a testa in giù!

Il folletto Mangiavocali:
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Tags: CasteldelPiano, filastrocche per giocare, Leggere and ortografia |
When I was sick and lay a-bed,
I had two pillows at my head,
And all my toys beside me lay,
To keep me happy all the day.
And sometimes for an hour or so
I watched my leaden soldiers go,
With different uniforms and drills,
Among the bed-clothes, through the hills;
And sometimes sent my ships in fleets
All up and down among the sheets;
Or brought my trees and houses out,
And planted cities all about.
I was the giant great and still
That sits upon the pillow-hill,
And sees before him, dale and plain,
The pleasant land of counterpane.
(Recitata da Gabriella Garofalo)
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Poesia dinamica wiki scuola3d
In questo video nato da pagine html, videate e poi assemblate con effetti vari, si crea di più l’effetto di scomposizione e ricomposizione. Per esempio puoi leggere la poesia almeno in due modi diversi
Il testo è visibile nell’immagine

Tags: immagini, poesiainmovimento and primavera |
Per spiegare meglio il concetto, cito le parole di Roberto Gilli, la cui costante ricerca poetica mi prende molto:”Per poesia dinamica intendo quelle opere che fanno largo uso per i testi della grafica in movimento.
La poesia puo’ diventare un semplice gioco visivo o cercare di ricreare flussi testuali piu’ legati ai contenuti”.
Prova e riprova, l’importante è cercare ciascuno la propria strada per esprimersi e comunicare. Questo è infatti un altro tentativo, io però ce l’ho davanti agli occhi quello che voglio fare… vabbè poi mi viene 
La lettera “A” (ehm…immaginate se mi viene di arrivare alla “Z”
)

Tags: poesiainmovimento and sperimentare |